Saturday, 14 January 2017 09:20

Il Defibrillatore SI, Defibrillatore NO, dove la norma e dove il buon senso? Dal 2011 ad oggi, fortunatamente, si è sempre più diffusa la presenza dei DAE, tuttavia andrebbe precisato ciò che rende obbligatorio la presenza e la formazione del person

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Dal 2011 ad oggi, fortunatamente,  si è sempre più diffusa la presenza dei DAE, tuttavia andrebbe precisato ciò che rende obbligatorio la presenza e la formazione del personale addestrato e ciò che invece sarebbe da richiamare ad una prassi di buon senso civile!!!

L’effettiva dotazione del dispositivo DAE, ovvero il Defibrillatore semiAutomatico Esterno, risale al Decreto Ministeriale del 18 marzo 2011 in cui si dispongono le modalità di diffusione dei defibrillatori automatici esterni e la formazione anche al personale laico, all’uso del DAE. Inoltre in esso si delega alle Regioni il compito di agire sul proprio territorio e si consiglia vivamente di prendere misure di sicurezza per i luoghi e le strutture ad alta frequentazione.

Tuttavia la presenza dei Il defibrillatore semiautomatico (spesso abbreviato con DAE, defibrillatore automatico esterno, o AED, automated external defibrillator)  tocca anche altri aspetti della vita pubblica; esempio e soprattutto nei cinema, nelle piazze, nelle scuole, nei teatri, sui mezzi pubblici, e non solo…

Queste realtà  locali si vengono ad aggiungere alle strutture che per normativa nazionale avevano già l’obbligo di dotazione DAE, ovvero:

1)     Strutture sanitarie (ambulatori) e territoriali (studi medici, ambulatori dentistici, ecc.)

2)     Ambulanze deputate alle funzioni di trasporto sanitario e trasporto sanitario semplice;

3)     Strutture operanti nel sistema di emergenza sanitario extra ospedaliero;

4)      Servizi delle strutture sanitarie e socio-sanitarie, pubbliche e private, accreditate o autorizzate;

5)     Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, Capitanerie di Porto, Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, ecc;

Resta il fatto che il buon senso infatti, vorrebbe che oltre a quei luoghi indicati dalla norma, i defibrillatori dovrebbero esserci, anche e soprattutto, in tutti quei luoghi dove si ha logisticamente difficoltà ad essere raggiunti dall’unità mobile del 118; condomini o grandi complessi condominiali, periferie cittadine, centri storici o zone ad alto traffico.

Qui , solo la presenza di un Defibrillatore in loco può garantire un celerità di intervento ne primo 5’ o 10’ dall’accaduto, tempo questo indispensabile per avere delle buone probabilità di successo per un BLS D e  quindi di sopravvivenza della malcapitato.

Ma riprendendo quanto disposto dalle norme in merito, al riguardo bisogna fare riferimento

all’ormai discusso Decreto Balduzzi;

Nella data del 24 aprile 2013 infatti, è stato emesso il Decreto Balduzzi con cui sono state definite le linee guida per la dotazione di DAE/AED, da parte di società sportive professionistiche e dilettantistiche, definendo chi e quali ambiti sportivi è obbligatorio.

( si ricordi che il decreto è stato prorogato sino al Luglio 2017)

 

Resta comunque il fatto che come già detto in precedenza, il buon senso vorrebbe che laddove ci sarebbe un cuore li ci dovrebbe essere un DAE… Oggi fortunatamente il prezzo dei DAE eè come quelle di un PC… 

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